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MASSIMA RESA CON IL MINIMO SFORZO

PAOLO FISCHETTI

‘Massima resa con il minimo sforzo’: questo motto implica un’attenta osservazione dei fenomeni che ci accadono, un’elaborazione della strategia da adottare affinché non si presentino situazioni scomode, difficili, tra le quali infortuni dovuti all’eccessiva usura del muscolo/tendine/articolazione che non ha tempo di riparare i danni post allenamento, o stress psicofisico dovuto all’eccessiva stimolazione del SNC che molto spesso può portare all’abbandono totale dell’allenamento.

Difficile parlare di macrociclo in questa disciplina dove le gare vengono annunciate pochi mesi prima della data prevista, ma possiamo parlare di un’evidente importanza della programmazione a partire dal mesociclo, dove bisogna dosare con criterio i volumi e le intensità allenanti con una scelta della programmazione più adatta alle nostre esigenze e i nostri gusti, al fine di restare coerenti con l’esecuzione e le intensità degli esercizi.

Si passa poi al microciclo, dove possiamo riscontrare anche nel singolo esercizio l’importanza di avere una massima resa con il minimo sforzo possibile, conferendoci così più fluidità e concentrazione sulla tecnica da applicare.

Questo può avvenire grazie ad una diversa correlazione di capacità:

La mobilità e flessibilità riescono ad incrementare il ROM, lubrificando le articolazioni, riducendo il rischio di infortunio e aumentando il reclutamento e l’espressione  di forza e potenza richiesta, in cui ha importanza il reclutamento del core, che possiamo definire l’epicentro della forza e potenza espressa, che a sua volta, confluisce un aiuto alla stabilità e coordinazione.

Per cui bisogna adottare strategie per tutti gli aspetti dello schema elencato.

Partendo dalla mobilità e flessibilità con la scelta della strategia a noi adeguata: dallo stretching statico passivo dove il muscolo bersaglio viene allungato direttamente tramite forze esterne, ad arrivare fino ai vari tipi di PNF (tipo 1, tipo 2, tipo 3) dove il muscolo bersaglio viene allungato tramite contrazioni del muscolo agonista e/o antagonista, agendo indirettamente su di esso tramite il sistema nervoso centrale.

Molta attenzione va data anche alla strategia da adottare per incrementare il nostro core, stimolando tutti i muscoli dell’addome che ci confluiranno stabilità e compattezza in tutti esercizi.

Stesse identiche attenzioni per l’allenamento della forza, della potenza e della resistenza.

Possiamo ritrovare questi caratteri in tutti gli esercizi del calisthenics; per esempio una press handstand o verticale d’impostazione. La mancanza di uno solo dei caratteri, per esempio mobilità/flessibilità della catena cinetica posteriore con conseguente scarsa compressione addominale (teorizzando che il soggetto in questione abbia una buona forza di spalle e buone basi di core) porterà a compensazioni che ci faranno allontanare sempre più dall’idea di avere una massima resa con il minimo sforzo possibile.

Mentre con un ottima mobilità e flessibilità della catena cinetica posteriore, accompagnate  SEMPRE da un buon core e buone basi di forza, in particolare delle spalle in questo caso, noteremo una fusione e convergenza tra fattori  tale da rendere nell’esercizio una resa massima con uno sforzo minimo.

Meno si avrà un’elaborazione della strategia e meno andrà a mancare un uno degli elementi dello schema sopra elencato, tanto più si avranno compensazioni tali da farci allontanare dall’avere il minimo sforzo con una massima resa.

Burningate Calisthenics Evolution Skills si pone come obiettivo quotidiano la
diffusione di questa disciplina attraverso eventi e corsi di formazione su tutto il
territorio nazionale. Il movimento è stato creato per raccogliere appassionati del settore e professionisti con lo scopo di dar vita a connessioni e relazioni umane all’insegna di valori etici e morali sani.

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