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LA PROGRAMMAZIONE DELL’ALLENAMENTO IN BASE ALL’UTENZA

IVAN LOMBI

Il Calisthenics è diventato una disciplina estremamente appetibile a una larghissima fascia di persone. Infatti, se avete modo di entrare in un centro di allenamento specializzato di Calisthenics, vi renderete subito conto della marcata diversità degli individui che praticano i corsi: bambini, ragazzi, adulti e anche non più “giovanissimi” . Si tratta di uno sport estremamente semplice nell’essere avvicinato nelle sue fasi iniziali (ma per nulla facile, sia chiaro).

Tuttavia, in uno sport a corpo libero quello che realmente conta è l’esecuzione corretta degli esercizi, la postura, l’impugnatura, l’attivazione delle giuste catene muscolari; è fondamentale  evitare le compensazioni che il nostro corpo inevitabilmente ci porta ad assumere di fronte ad esercizi che non abbiamo mai eseguito. Ogni singolo elemento non deve assolutamente essere  trascurato quando l’attrezzo con il quale ci stiamo allenando è sostanzialmente il nostro corpo!

Nella ginnastica a corpo libero infatti, il nostro peso, altezza e conformazione fisica hanno un ruolo chiave determinante in quella che potrà essere la nostra crescita atletica (una persona di 80kg per 1.90cm di altezza avrà sicuramente molta più difficoltà a sollevare il proprio peso e raggiungere determinate skills rispetto ad una persona di 70kg per 1.70cm).

Un atleta deve imparare ad ascoltare il proprio corpo, ed un allenatore deve essere capace di sfruttare al meglio le capacità dei propri atleti, permettendo la loro crescita nel modo più sicuro ed efficace possibile. Saper gestire un allenamento in maniera efficiente è quindi la prima delle conoscenze che un istruttore di corpo libero deve fare proprie.

Di seguito verranno illustrate diverse situazioni (numero di utenti, differenza di età, quantità di tempo che si può dedicare all’allenamento.. etc etc) che si possono presentare proprio all’interno di un centro specializzato di Calisthenics. Tali nozioni possono essere di spunto per istruttori che vogliono aprire un proprio centro o per quelli che già insegnano, ma vorrebbero modificare qualcosa nella propria routine di allenamenti: con i dovuti accorgimenti in base alle varie situazioni potreste trovare una linea guida su come gestire una classe.

 

Situazione A – Classe eterogenea,  numero di partecipanti: 15-20, orario medio di lezione: 1 ora

Partiamo dalla situazione più difficile che vi possa capitare! una classe di circa 20 persone, con età, caratteristiche fisiche, obbiettivi e background differenti. Non solo sarà difficile consegnare le varie schede, ma dovrete anche assicurarvi che ognuno lavori nel migliore dei modi. Parliamo ipoteticamente di classi con ragazzi giovani che vorrebbero arrivare a migliorare su un discorso di Evolution Skills in maniera marcata, e sul lato opposto signori (e signore) di 40-50 anni che vogliono semplicemente allenarsi per sentirsi in forma e rimanere atletici. Se sono presenti in sala diversi allenatori, semplicemente potete suddividere gli utenti in base ai loro obbiettivi e livello, in modo da poter gestire il tutto in maniera più fluida. Create mini gruppi di 2 o 3 persone, tra le quali ci sia affiatamento (è un fattore da non trascurare!); infatti fare allenare tra di loro persone affiatate e con obbiettivi simili è molto spesso un ottimo e stimolante metodo, perchè si divertiranno, si alleneranno con più efficienza e quando inizieranno a raggiungere livelli medio-alti saranno anche in grado di gestirsi in quasi totale autonomia. Assegnate loro allenamenti su schede adattate di volta in volta: è fondamentale avere delle schede già pronte quando si lavora in questo genere di classi, perchè i clienti arriveranno, si scalderanno e poi vorranno giustamente iniziare ad allenarsi.

Assegnare una scheda “a casaccio” comunque non sortirà alcun tipo di risultato sulla lunga distanza, è quindi importante capire come adattare una scheda anche a più persone in simultanea!

Ad esempio: se a un gruppo di 3 neofiti vogliamo fare eseguire dei lavori di impostazione sulla verticale (Handstand) e sulla scheda abbiamo una Pike Stand alla spalliera, dobbiamo valutare la condizione di ogni allievo, nello specifico la mobilità delle spalle. Possiamo far provare un semplice esercizio di abduzione-adduzione a terra per verificare il livello dei nostri clienti. Se dopo il test verifichiamo che il primo avrà una buona mobilità di base (caso raro), in questo caso il ragazzo potrà eseguire la pike stand, lavorando su 3 o 4 serie, con secondaggi bassi, in modo da iniziare ad adattare le sue spalle a quello che sarà il lavoro di verticale. Magari il secondo utente risulterà meno mobile, ma con un range di escursione discreto, ed in questo caso possiamo adattare l’esercizio di  Pike stand a spalliera a quello di Pike stand a terra, a gambe tese, in modo da simulare un V-pushup isometrico, diminuendo in questo modo il carico di lavoro senza sminuire l’importanza di  adattamento alla verticale. Il terzo soggetto risulterà particolarmente rigido, con grosse difficoltà anche a mantenere le braccia appoggiate a terra durante il test. In questo caso farlo lavorare su un qualunque esercizio di Pike o propedeutica per la verticale potrebbe sortire più danni che benefici, perchè senza la mobilità di base andrete a sforzare inutilmente le spalle, favorendo compensazioni e infiammazioni. Il terzo ragazzo quindi dovrà allenarsi sugli elementi basi della mobilità, magari continuando direttamente con serie di abduzione-adduzione, 10-15 ripetizioni per 3 o 4 serie, a terra o appoggiando la schiena a muro (facendo bene attenzione che la bassa schiena rimanga adesa alla parete).

Risulta quindi fondamentale imparare a conoscere i propri allievi e saperli gestire nel modo migliore e più funzionale possibile; voi siete gli allenatori, e le persone vorranno vedere risultati. Farli lavorare in maniera errata fin dalle prime battute non farà migliorare i vostri allievi, che finirebbero per scoraggiarsi e magari potrebbero iniziare a screditare l’allenamento a corpo libero, con la conseguenza che voi avrete perso credibilità e potenziali clienti.

La situazione diventa ancora più tosta se siete il solo istruttore in sala a gestire un corso di questa mole. In questo caso diventa fondamentale imparare a conoscere il più velocemente possibile i propri allievi, in modo da poter adattare le schede in maniera immediata.

Dividete le persone in gruppi più numerosi, di 5 o 6 persone, e fate in modo di istruirli, spendendo tempo a insegnare loro il modo in cui vanno eseguiti correttamente gli esercizi, le posture, i gesti anche più semplici: non risparmiatevi mai su questo aspetto, ripetetevi, anche decine e decine di volte. Vedrete che i più capaci tra i vostri allievi impareranno in fretta, e nel giro di poco saranno loro stessi a diventare i vostri collaboratori all’interno delle lezioni, aiuteranno i propri compagni di allenamento con consigli che avranno assimilato da voi, e controlleranno se dei neofiti stanno eseguendo gli esercizi base nella maniera corretta. Il vostro lavoro diventerà meno pesante, avrete modo di diventare più tecnici e specifici per chi ne ha bisogno, tutti si alleneranno meglio e vi ritroverete con una classe che fila liscia come l’olio.

Gestire mesocicli o programmare bene gli allenamenti con una linearità in questo caso risulterà veramente difficile, avrete bisogno del supporto degli atleti stessi; cercate di insegnare loro  l’importanza di avere un obbiettivo  – che sia il raggiungimento di una skill o semplicemente ipertrofia fisica –  e aiutateli a trovarlo: in questo modo risulterà più semplice per voi gestire gli allenamenti dei singoli atleti e di conseguenza la classe.

 

 

Situazione B – Classe eterogenea, numero di partecipanti: 8-10, orario medio di lezione: 1 ora

Situazione probabilmente più classica, permette un buon compromesso tra lavoro individuale e in mini gruppi. In questo caso potete iniziare a diventare più specifici, se avete una buona esperienza di base non avrete grossi problemi a gestire un corso con queste caratteristiche e potrete permettervi di far lavorare i clienti in base alle loro esigenze singole. Se siete agli inizi, alcuni accorgimenti vi saranno comunque utili.

Imparate a gestire i mesocicli e impostate gli esercizi in maniera lineare, con settimane di aumenti di carico graduale e scarico a fine mese. Spendete tempo nell’approfondimento del riscaldamento e della mobilità, date enorme importanza a questi aspetti fondamentali che faranno migliorare i vostri atleti e scongiureranno gli infortuni.

Avere un numero gestibile di clienti non significa però potersi permettere di trascurarli, e questo è un aspetto molto importante.

Se ad esempio avete avviato corsi da 6 o 7 mesi, vi ritroverete un discreto numero di atleti che avranno nel proprio repertorio alcune skills o propedeutiche, più o meno avanzate. Saranno un ottimo punto di visibilità per voi, e tramite social e pubblicità potete mostrare che con il corpo libero si possono ottenere abilità veramente stupende. Tuttavia il discorso di evolution non potrà (e molto probabilmente non vorrà) essere applicato da tutti, infatti ci saranno clienti che non vi chiederanno mai di imparare un Front Lever Full o una Straddle Planche, ma vorranno solo stare in forma e mantenersi atletici, e vorranno (E DOVRANNO) essere seguiti al meglio delle vostre capacità e mai e poi mai sentirsi sminuiti nel confronto con i ragazzi dell’evolution.

L’esperienza insegna infatti che nel 90% dei casi lo zoccolo duro di clientela che arriverà da voi per allenarsi non sarà formato da giovanissimi atleti prossimi alle competizioni nel circuito Burningate, ma da persone dai 25 ai 40 anni, con tanta voglia di allenarsi e stare bene, ma con famiglia, lavoro e un sacco di incombenze che lasciano davvero poco tempo settimanale all’allenamento.

Fate quindi in modo di sfruttare il tempo che avete a disposizione in maniera pratica e intelligente.

 

Situazione C – Mini Classe , 3 o 4 persone, orario medio : 1h30min

In questo caso non sono davvero ammessi errori da parte vostra, questa situazione è quasi simile a una situazione di personal. Dovete sapere come si allenano i vostri atleti, con quale frequenza e intensità, quando torneranno a farlo, in modo da poter gestire recupero e supercompensazione, se vogliamo essere davvero pignoli dovreste anche provare a interessarvi alla loro alimentazione (se hanno mire a migliorare seriamente su tutti gli aspetti del corpo libero, insomma, se ci credono davvero!).

I mesocicli sono ovviamente da applicare alla perfezione, create dei piani di lavori personalizzati e studiateli. Se vedete che qualcosa non va non esitate a variare qualcosa negli allenamenti, aumentate le variabili e fate in modo che i vostri atleti abbiano una crescita continua.

Sarete molto vicini alla vostra clientela e potrete seguirla in ogni più piccola sfaccettatura, non risparmiatevi e siate scrupolosi, un piccolo accorgimento o consiglio spesso può fare la differenza nella crescita di un atleta.

 

Situazione D – Personal, 1 persona, orario medio: quello che serve.

Siete voi e l’atleta, lo seguite in ogni singolo esercizio, contate per lui le serie, le ripetizioni e i secondaggi, lo spronate a dare il meglio sempre. Dovete essere simultaneamente il suo migliore amico e il suo peggior nemico nel momento dell’allenamento. Gli allenamenti e i piani di lavoro dovranno essere studiati alla perfezione in ogni singolo aspetto, dalla tipologia dell’esercizio alla quantità di serie e ripetizioni, persino il recupero dovrà essere adattato perfettamente all’individuo.

Decidete in precedenza quanto dovrà durare l’allenamento, ma non limitatevi mettendo dei picchetti. Ogni atleta avrà bisogno di tempi di allenamento diversi, anche in base ai recuperi, quindi prendete bene le misure e gestitevi di conseguenza.

Chi vi pagherà per un allenamento personal si aspetterà grossi risultati, generalmente in breve tempo, e voi dovrete essere in grado di rispettare le sue aspettative, altrimenti non tornerà. Voi avrete perso un cliente e vi sarete fatti cattiva pubblicità, e non potete permettervelo.
Se accettate di fare da personal trainer dovete essere certi delle vostre competenze in ambito tecnico, aggiornarvi continuamente e non smettere mai di studiare.
Se diventerete bravi, tanto da arrivare a farvi un nome e una fama come allenatori, saranno le persone stesse a cercarvi per farsi allenare, vi farete pubblicità da soli perchè lavorerete bene e sarete competenti.

Consigli utili:

  • Date grande importanza ai neofiti: integrateli all’interno della lezione nel migliore dei modi, seguiteli, fateli sentire a casa quando saranno in palestra da voi, se si sentiranno a loro agio si alleneranno meglio, raggiungeranno i risultati prefissati e saranno più contenti. Voi avrete guadagnato un ottimo cliente, che parlerà bene della vostra palestra e di voi.
  • Insegnate a eseguire riscaldamento e fase di defaticamento-stretching in maniera autonoma, fate capire l’importanza di questi passaggi il prima possibile, integrateli anche all’interno degli allenamenti stessi sotto forma di recupero attivo (nel caso dell’allungamento) specialmente per i neofiti, in modo che imparino come autogestirsi nell’allungamento delle zone interessate.
  • Adattate le schede: tutti commettiamo degli errori, specialmente quando abbiamo a che fare con ore di lezione con molte persone alla volta. Se assegnate una scheda e vedete che alcuni esercizi vengono eseguiti male o con grosse compensazioni, non rimanete semplicemente lì a guardare. Intervenite, fate capire gli errori all’interessato e nel caso cambiate totalmente l’esercizio adattandolo meglio.
  • La vostra migliore pubblicità siete voi stessi: lavorare bene è il modo migliore per attirare altra clientela nel nostro settore, specialmente in uno sport di nicchia come il Calisthenics. Il passaparola rimane il miglior mezzo di comunicazione, sì, anche migliore dei social. Ovviamente, per far sì che la gente parli bene di voi, dovrete fare in modo che ottenga risultati, e questo non significa farli lavorare fino allo stremo delle forze, solo per fargli raggiungere quell’agognata ultima ripetizione. Dovete lavorare in maniera logica, imparando a sfruttare le potenzialità di ognuno e cercando di colmare eventuali lacune e scompensi che si presentano nelle persone che allenate.
  • Create dei gruppi di lavoro: nelle classi da molte persone è una necessità, tuttavia cercate di farlo sfruttando una logica. Alcune persone si potrebbero già conoscere, questo è un buon punto di partenza. Altrimenti valutate di usare altri fattori, quali: stesso livello di abilità, età simile, obbiettivi analoghi oppure caratteristiche fisiche somiglianti. Evitate di mettere persone molto forti con altre agli inizi, anche se adattate le schede. La persona più forte si sentirà sminuita nel doversi allenare con gente di un livello inferiore, mentre invece quello più debole si sentirà incapace nel confronto con i primi. Questo potrebbe creare delle situazioni di squilibrio che a lungo andare rischiano di far perdere interesse a una delle due parti.

 

Quello che veramente conta in questo lavoro è l’esperienza, e quella non potrà mai essere insegnata da nessuno. Vi auguro di poter trovare un vostro centro di Calisthenics e di poter insegnare e imparare, anche commettendo errori e apprendendo da essi, fino a diventare degli ottimi istruttori.  Vi migliorerete ogni giorno, continuando a studiare e a scoprire. Non sentitevi mai arrivati, c’è sempre da imparare da chiunque nel nostro settore, perché è un mondo in continua evoluzione.

Divertitevi e imparate a far divertire, allenate sì, ma sappiate fare sorridere. Le persone arriveranno da voi anche semplicemente per staccare dalla frenesia della giornata e potersi dedicare un’ora per se stessi, sappiate fare tesoro della risorsa più importante di cui disponiamo, il tempo.

Una persona contenta tornerà volentieri, si affezionerà a voi e al vostro centro, e voi non avrete trovato solo dei clienti, ma anche degli amici.

Burningate Calisthenics Evolution Skills si pone come obiettivo quotidiano la
diffusione di questa disciplina attraverso eventi e corsi di formazione su tutto il
territorio nazionale. Il movimento è stato creato per raccogliere appassionati del settore e professionisti con lo scopo di dar vita a connessioni e relazioni umane all’insegna di valori etici e morali sani.

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